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Di come si conclude questa storia

  CAPITOLO 18 C’era molta gente nella sala del Campidoglio, per lo più stampa, ma anche esponenti del movimento “Tango per cambiare“ e turisti che volevano farsi una foto con il futuro sindaco della capitale. L’auto di Donado era già arrivata, erano arrivati anche i rappresentanti della Black Industry. Manila entrava e usciva da una stanza la cui porta era accostata, dentro si vedeva ...

Dei quattro in azione e di un buon piano

    CAPITOLO 16 La luna riflessa nell’acqua scura sembrava ancora più luminosa. Una scarpa le galleggiava accanto e ogni tanto spinta dalla corrente la calciava mandandola in frantumi, frammenti che si allungavano e contraevano per poi tornare a ricomporla. «Joyce in posizione, bersaglio acquisito» gracchiò Poly negli auricolari. Era stata un’idea di Andrea quella di usare come nome in codice quello di scrittori famosi. Era ...

Di un’importante scoperta e della formazione della squadra

  Capitolo 14 Arrivarono al casale che era ormai sera, Emil li lasciò e andò a far sparire l’arma. Andrea e Roberto si misero subito al lavoro per trovare in rete quante più informazioni su Temistocle, ma la ricerca era infinita, era un nome proprio, quindi usciva di tutto, dovevano fare una cernita basata per lo più sull’intuito. «Qui ho trovato una cosa!» Disse ...

Dell’informatore e del vecchio circo

Capitolo 12 «Non mi sembra una buona idea!» commentò Roby seduto al tavolo della sala riunioni, mentre andava alla deriva in rete. Tornati all'ovile, dopo dopo essere sfuggiti a La Mano, cercavano di rilassarsi, o almeno era quello che cercava di fare Roby, ma Andrea non trovava pace. Andare al funerale di Igor era la sua ultima pensata. «È un amico e poi ...

di come PCM incontra La Mano

    Capitolo 11 «Si tratta di un software di perlustrazione» spiegò Roby mentre armeggiava con il suo portatile «l’ho chiamato Cerebro in omaggio a…» «So cos’è Cerebro» lo interruppe Andrea, aveva in mano due tazze fumanti di caffè d’orzo, unico tipo di caffè che poteva prendere, a quell’ora del pomeriggio, per non compromettersi il sonno. Si accomodò vicino all’amico e gliene passò una. «L’ho ...

Dell’irlandese e di un possibile agguato

CAPITOLO 9 Raggiunsero il casale, entrarono e si barricarono. «Questo posto non è più sicuro» Roby prese il portatile, lo ficcò in una sacca e andò a raccogliere altre cose che potevano servirgli. Andrea si lasciò cadere sul divano «In realtà questo è il posto più sicuro. Chi potrebbe mai pensare che siamo così coglioni da tornare di nuovo qua» osservò. «Vorrei farti notare ...

Di uno strano sogno e dell’incontro con il boss dei boss

  Capitolo 7 L’ufficio era in bianco e nero, come tutto ciò che c’era dentro: uno schedario in metallo, un attaccapanni, una poltroncina in pelle consunta addossata al muro, accanto una porta in legno con il riquadro interno in vetro smerigliato su cui era stampata la scritta OTAVIRP EROTAGITSEVNI. I rumori della città filtravano, ovattati, attraverso il vetro chiuso della finestra. Indossava una camicia ...

Dell’incontro con Igor e dell’amico romanziere

  Capitolo 6   CAPITOLO 6 Il vicolo buio, fra le case alte, dava un senso di claustrofobia, sembrava un tunnel e la luce alla fine del tunnel era l’insegna blu elettrico dell’Imperativo Categorico. Non c’era una vera e propria fila davanti all’ingresso, c’erano piccoli gruppetti sparsi e sembrava che non avessero nessun urgenza di entrare. Mettersi in fila quando non c’è una fila, ...

De ‘O prufessore e della torre che minaccia il cavallo.

  Capitolo 5   «E allora?» Chiese Roby impaziente «Cosa?» «L’idea. L’ultima volta hai parlato di un’idea. È una settimana che sto aspettando. Che idea?» «Ah l’idea» Andrea sembrava un po’ confuso «mica mi ricordo» «Vabbeh lasciamo perdere» disse Roby alzandosi e cominciando a sparecchiare. «Ah si Igor! So come trovarlo» «Come?» «Vieni con me» si alzò e andò verso la porta. «E qui? Lasciamo tutto così?» chiese Roberto indicando la ...

Della visita alla Verba Volant e di uno strano odore di mandorle

      Capitolo 4   La mattina si recarono alla Verba Volant, dovevano assolutamente parlare con Igor e speravano che lui avrebbe voluto parlare con loro. Avrebbero giocato a carte scoperte. La cartella Guy Fawkes l’aveva creata per un bisogno di denunciare quanto stava accadendo, Andrea ne era certo. «Avevate un appuntamento?» Chiese Rosalba, la ragazza che si occupava dell’accoglienza, facendoli accomodare nei divanetti della ...

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