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I Mutanti prima di Shonda Rhimes

I fumetti a prescindere (2)

Nel 1974 una non troppo conosciuta casa editrice, la Corno, porto’ in italia i fumetti dei supereroi Marvel, i supereroi con i super problemi. Io avevo solo 5 anni all’epoca ma avendo la fortuna di avere un fratello piu’ grande di 6 anni, trovai in casa i primi albi di Capitan America. Forte Cap, mi piaceva, con la sua mente tormentata dai ricordi della seconda guerra mondiale. La morte di Bucky; gli amori di 30annii ?prima abbandonati per sempre e cosi’ via. Ma chi attiro’ la mia attenzione non fu il capitano con lo scudo. In fondo all’albo una folgorazione:
Un gruppo di 5 ragazzi vestiti con delle improbabili tute gialle e nere che salvavano continuamente il mondo grazie ai loro poteri. Tutto qui? No perché gli X men erano dei mutanti, visti dall’umanità come dei diversi, come un pericolo da evitare e distruggere. Personalmente se oggi mi infastidiscono alquanto il razzismo e l’intolleranza, lo devo anche a quei cinque ragazzi.

Tra l’altro un po’ di Grey’s Anathomy non guastava. Il tizio in alto con le ali, riccone un po’ antipatico di nome Warren  Worthington III faceva il farfallone con Jean Grey, la roscetta a destra, della quale tra l’altro ero innamorato anch’io ma lei non lo sapeva. Noi tutti però tifavamo per quell’altro tizio col visore spiaccicato sugli occhi, Scott Summers, bravo ragazzo dalle umili origini che celava il proprio amore perché si riteneva un mostro pericoloso condannato tutta la vita a indossare occhiali da sole protettivi. Come non empatizzare con un Tapparella del genere?

Questa poi è la ragione per cui quasi tutti empatizzano con Paperino e non con Topolino, vincente e rispettato, più vicino, come personaggio all’Uomo ombra, serie di film degli anni 30 con protagonista un improvvisato investigatore della middle class americana.
Si empatizza con i perdenti perchè il loro riscatto è anche un po’ il nostro. Esultiamo, quando finalmente Scott Summers bacia Jean Grey la prima volta, ci commuoviamo con lui e per lui.
Una dinamica come questa, vista e rivista mille volte in film, telefilm e romanzi proviamo a inserirla in un contesto supereroistico, all’inizio forse risulta stonata ma poi è la forza degli Xmen e di tutti i fumetti della Marvel.
Date dei super poteri ad un uomo qualunque, ad un adolescente con brufoli e ormoni, facciamo che questi poteri per alcuni siano una benedizione, per altri una maledizione. Cosa accadrà, quali domande si faranno i nostri protagonisti ogni volta che dovranno sforzarsi di diventare qualcosa che non avevano chiesto di essere? Combattono per una causa più alta ma combattono sempre anche con le loro paure. Il professor Xavier, la mente più potente del mondo, sta in una sedia a rotelle, Bestia, sorta di energumeno agilissimo ma tozzo e scimmiesco, fa i conti ogni giorno col suo aspetto non sapendo che in seguito gli andrà peggio e si ricoprirà di una imbarazzante pelliccia blu. Scott Summers è brillante, diventerà un futuro leader ma ogni volta che apre gli occhi senza protezione, combina un disastro attorno a se. Anche Angelo che incarna il sogno di volare insito nell’uomo, a tutti gli effetti è un mostro, costretto a comprimersi le ali sulla schiena con cinghie di pelle strettissime, per poter indossare un abito normale e girare tra la gente.

Forse i più disincantati all’inizio sono Jean Grey e l’Uomo Ghiaccio i cui poteri ancora acerbi sono facilmente occultabili nella vita quotidiana.

Fa strano pensare che questo gruppo di ragazzi siano dei supereroi, soprattutto se rapportati con un Superman, francamente insopportabile con quei poteri praticamente illimitati. Che problemi ha Clark Kent? Non me ne vogliano gli estimatori ma insomma, l’unica differenza tra lui e Superman sono gli occhiali e il riccioletto nero sulla fronte, e tutti gli altri che non si accorgono di nulla, questa cosa mi fa andare ai matti certe volte. E non tirate in ballo la Kriptonite, è anni che ci provano e alla fine si salva sempre.

In ogni caso anche gli X-Men diventano grandi e negli anni 70 diventano un po’ più fighi, abbandonano le tute gialle per personalizzarsi il costume ognuno in modo diverso.

Non si piangono addosso come quando erano adolescenti, Ciclope e Jean Grey ormai si amano come non mai e il problema principale è quello di combattere il razzismo verso i mutanti che ormai dilaga in tutto il mondo. Gli umani collocano tutti gli X-Men in un’unica categoria, utilizzando come criterio unico di giudizio la loro mutazione genetica. La gente li guarda con paura, il governo li vuole eliminare tramite le pericolosissime Sentinelle, viene approvato un Atto di Registrazione dei Mutanti. All’orizzonte si paventa l’ombra di un genocidio.
Lo ammetto! Personalmente ho un debole per gli xmen degli anni 60, forse più ingenui e conditi con un pizzico di soap opera, eppure con le nuove storie scritte da quel genio di Chris Claremont, i mutanti hanno una marcia in più e diventano adulti, hanno fatto i conti con le loro paure e sono pronti ad affrontarne altre ben più grandi.
W I MUTANTI!
P.s. E comunque Grey Anatomy è sempre in agguato: È da anni che resiste il triangolo amoroso tra Ciclope, Jean Grey e Wolverine.
Scott Summers, sempre in campana!
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